Nella mia attività quotidiana spesso mi son sentito dire dai pazienti: “Riesco a pulire abbastanza bene tutti i denti ma dietro gli incisivi inferiori invece… disastro! E’ sempre lì che si forma il tartaro! Come mai?”
Ecco, come mai? Questo è il primo punto che andiamo ad analizzare.
La formazione del tartaro dipende dall’interazione dei batteri e dei loro metaboliti con la produzione salivare; infatti la concentrazione elevata di calcio nel essudato salivare porta alla mineralizzazione della placca batterica.
Il tartaro risulta essere di consistenza dura, con una percentuale inorganica che varia dal 70% al 90% costituita da fosfato di calcio e carbonato di calcio, tenacemente adesa alle superfici sottostanti e da un colore variabile dal giallo chiaro al bruno grigiastro.
La sua durezza ne impedisce la rimozione con le normali manovre di igiene orale domiciliare, ecco perché il tartaro deve essere prevenuto e può essere eliminato solo con trattamenti odontoiatrici mirati.
Per quanto riguarda invece la sede, questo dipende da 2 fattori fondamentali: uno fisiologico e uno posizionale.
Come abbiamo detto in precedenza il tartaro è dovuto a un mix micidiale composto da batteri ed essudato salivare, ed indovinate un po’, cosa si trova dietro gli incisivi inferiori? Gli sbocchi delle ghiandole salivari!
Per questo motivo è più facile che il tartaro si formi esattamente lì.
Anche in corrispondenza della superficie vestibolare dei molari superiori sboccano le ghiandole salivari, ma lì è meno frequente trovare il tartaro per il fattore posizionale.
Infatti tenere pulita la superficie linguale degli incisivi inferiori, che spesso posso risultare anche accavallati, è molto più difficile rispetto a quella dei molari superiori, dove la spazzolino arriva con più facilità e con un movimento ergonomico.
Oltre queste motivazioni anche la percentuale di calcio contenuta nella saliva influisce sulla facilità nella formazione del tartaro; per caratteristica genetica intrinseca individuale, più facilmente definita fortuna, alcune persone presentano una percentuale minore di calcio e quindi una salivazione meno acida che porta a una ridotta formazione di tartaro.
Come fare allora per prevenirlo? Semplice, dedicare più tempo allo spazzolamento dei denti, utilizzando dentifrici specifici, filo interdentale e il collutorio.
E ricordatevi: “ lo spazzolino non rimuove sei mesi di tartaro 30 minuti prima dell’appuntamento del dentista!”.
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